![]() |
|
Spaces home Spazio personale di Chr...PhotosProfileFriends | ![]() |
|
April 29 L'uccelletto in chiesaEra d'Agosto e il povero uccelletto ferito dallo sparo di un moschetto andò per riparare l'ala offesa, a finire all'interno di una chiesa. Dalla tendina del confessionale il parroco intravide l'animale mentre i fedeli stavano a sedere recitando sommessi le preghiere. Una donna che vide l'uccelletto lo prese e se lo mise dentro il petto. Ad un tratto si senti' un pigolio pio pio, pio pio, pio pio. Qualcuno rise a 'sto cantar d'uccelli e il parroco, seccato, urlò: "Fratelli! Chi ha l'uccello mi faccia il favore di lasciare la casa del Signore!" I maschi un po' sorpresi a tal parole lenti e perplessi alzarono le suole, ma il parroco lasciò il confessionale e: "Fermi - disse - mi sono espresso male! Tornate indietro e statemi a sentire, solo chi ha preso l'uccello deve uscire!" A testa bassa e la corona in mano, le donne tutte usciron pian piano. Ma mentre andavan fuori gridò il prete: "Ma dove andate, stolte che voi siete! Restate qui, che ognuno ascolti e sieda, io mi rivolgo a chi l'ha preso in chiesa!" Ubbidienti in quello stesso istante le monache si alzarono tutte quante e con il volto invaso dal rossore lasciarono la casa del Signore. "Per tutti i santi - gridò il prete - sorelle rientrate e state quiete. Convien finire, fratelli peccatori, l'equivoco e la serie degli errori: esca solo chi e' così villano da stare in chiesa con l'uccello in mano!" Ben celata in un angolo appartato una ragazza col suo fidanzato, in una cappelletta laterale, ci mancò poco si sentisse male e con il volto di un pallore smorto disse: "Che ti dicevo ? Se n'e' accorto!" January 20 Di cosa si ride negli ateneiIl docente consegna allo studente una lampadina e gli domanda: ------------------- December 04 The LibertineConsentitemi di essere esplicito sin dall'inizio. Non credo che vi piacerò. I signori proveranno invidia e le signore disgusto. Non vi piacerò affatto! Non vi piacerò ora e vi piacerò ancor meno in seguito. Signore, un avvertimento: io sono pronto a tutto! In ogni momento! Che sia merito o demerito, questo ora è difficile da dire. Tuttavia, è certo che sono un libertino! Continuerò a spassarmela, a provare ardenti passioni. Non doletevene, vi arrecherebbe afflizione! Traete le conclusioni stando alla distanza a cui vi terreste se stessi per mettere la lingua sotto le vostre sottane. Signori, non disperate. Sono pronto a tutto, si! Lo stesso avvertimento vale anche per voi! Placate le vostre squallide erezioni! Perché quando avrete un amplesso vedrò di cosa sarete capaci. Allora saprò se sarete venuti "meno" alle mie aspettative. Vi auguro di fottere, immaginando che la vostra amante segreta vi stia osservando di nascosto. Di provare le stesse sensazioni che io ho provato, e che provo. E chiedervi: era questo lo stesso brivido che sentiva lui? Avrà conosciuto, qualcosa di piu intenso? O c'è un muro di disgrazia contro il quale tutti battiamo la testa in quel fulgido, eterno momento? Questo è tutto. Questo il mio prologo. Nessuna rima. Nessun decoro. Non era quello che vi aspettavate spero! Sono John Wilmot. Il secondo Conte di Rochester. E non ho alcuna, intenzione, di piacervi! November 05 John Titorn"Saluti. Sono un viaggiatore temporale proveniente dall'anno 2036. Sto tornando a casa dopo aver recuperato un computer IBM 5100 dal 1975.” Con queste parole, un uomo di nome John Titor si presentò in un forum Internet il giorno 2 novembre 2000 http://it.wikipedia.org/wiki/John_Titor
Anti Gentiloni DividePaolo Gentiloni ha fatto il bando sul WiMax. Paolo è uno che non ha tempo da perdere. E’ sempre al tennis con il suo amico Ermete e nei momenti di relax è immerso nella lettura di Liala. Ha fatto carriera, da portavoce di Rutelli al Comune di Roma è diventato ministro delle Comunicazioni. Un ministero che richiede grande impegno e competenza. Paolo conosce i suoi limiti. Le leggi e i bandi li fa scrivere agli addetti del settore:
- per la deroga dei termini del digitale terrestre ha telefonato a Confalonieri che gli ha dato un paio di dritte. Ora Fede non ha nulla da temere: non diventerà digitale fino al 2012. Rete4 è salva - per dare nuovi contributi alla stampa e tappare la bocca ai blog ha usato un prestanome. Dato che Paolo è il prestanome di Rutelli, si tratta quindi di un presta-prestanome, il mitico Ricardo (con una c sola) Levi. La Levi-Prodi, scritta sotto dettatura di Berlusconi e De Benedetti, lui non l’ha letta. L’ha anche confessato ai 700.000 blogger italiani e ha detto che in futuro sarà più attento - per il WiMax, la tecnologia che trasmette a 50 chilometri con costi di impianto molto bassi che dovrebbe risolvere il problema dell’ultimo miglio, Paolo ha avuto un’intuizione straordinaria: chi meglio dei responsabili del nostro digital divide può risolvere il problema del digital divide? Dopo un rapido consulto con Telecom, Vodafone, H3G e Wind ha deciso di farli partecipare al bando. “Per incrementare la competizione nelle telecomunicazioni” ha spiegato. Le frequenze per il WiMax di proprietà dello Stato saranno consegnate ai responsabili del ritardo dell’Italia che, secondo i dati dell’Unione Europea, è sotto la media dell’Europa allargata dei 27. Per facilitare l’ingresso dei grandi operatori Paolo ha fissato il prezzo d'asta complessivo di tutte le licenze WiMax in 45 milioni di euro. Un’elemosina per lo Stato. Un prezzo così basso era giustificabile per fare entrare nuovi operatori, come è successo in Francia, non per i soliti noti che guadagnano miliardi di euro. Dopo la pubblicazione del bando, preso dall’entusiasmo per aver superato Gasparri, Paolo ha dichiarato: “Il Governo conferma così gli impegni a ridurre il divario digitale ancora presente in molte Regioni italiane". Grazie a un ricorso della società MGM che non vuole l’ammissione degli operatori UMTS (quelli attuali) alla gara il bando WiMax ha subito un colpo d’arresto. Proviamo noi a dargliene uno mortale con una petizione alla Comunità Europea. Firmate la petizione e diffondete il box di Anti Gentiloni Divide in Rete come un virus. September 13 In chatBlondie:" C.E.S.S.O." Gallin: "Cosa, iniziamo bene?" B. :"Ma non conosci neanche le sigle: Città-Età-Sesso-Sport- hobby" G.:"Scusa, ma non sono un esperto di chat" B.:"Scuse accettate, allora Cesso?" G.:"Sarà una sigla ma mi dà un pò fastidio, sei proprio sicura che non si può evitare?" B.:"Se magari mi rispondi non ti chiedo più di darmi informazioni sul tuo Cesso!" G.:"Yomo, tranquilla allora è bianco in marmo, scherzo sono di Roma, ho 23 anni, sono maschio, gioco a calcetto anzi tento di giocare a calcetto e ad altri sport, il mio hobby preferito è il P.C." B.."Anche tu comunista?" G.:"Personal Computer, ce fai o ce sei? dicono a Roma!" B.:"Scherzetto, avevo capito era un modo per socializzare!" G.:" e tu S.T.R.O.N.Z.A.?" B.:"Ma come ti permetti, burino!!!" G.:"Ma che sei scema, io tentavo solo di usare le sigle come mi hai insegnato te! Sport-Tempo libero- Romanzo preferito-Onomastico-Nomignoli-Zerofolle-Attività lavorative? B.."Però sei ingegnoso, allora gioco a tennis,mi piace dormire e ascoltare musica nel tempo libero, cent'anni di solitudine, non lo so e poi non credo esista s.Blondie, oltre a Blondie c'è chi mi chiama Cicci, odio Renato Zero e studio giurisprudenza a Parma" G.:"Ora che ho tutte queste informazioni posso chiederti anche di sposarmi dopo che mi mandi una foto!" B.:"Purtroppo ne ho scannerizzata solo una con mia sorella che è qui accanto a me" G.:" Ah vi piace chattare in tre, per me e la prima volta ma mi hanno detto che in tre cambia tutto, vero?" B.:"Sei un maiale!" G.."Nel senso di Magnifico Atleta Interessante Acrobatico Leale ed Espansivo?" B.:"No nel senso di porco!" G.."Capito, Piacevole Organizzatore Rampante Concreto ed Onorevole?" B.:"Vabbe continui a fare lo gnorri!" G.."Grande Navigatore Onorevole Reazionario Restio e Indomabile?" B.:"Basta, con le sigle ti prego!!" G.."Hai iniziato tu, io volevo solo essere empatico!" B.:"Simpatico, volevi dire?" G.."No, volevo dire empatico!" B.."Ma nel senso che sei malato, hai l'empatite B?" G.:"La vostra cultura medica mi spaventa, non ho l'epatite B e poi tranquille che per chat non si attacca!!" B.:"Non ti sarai mica offeso?" G.:"No, ci mancherebbe!" B.:"Chi?" G.:"Cosa?" B.:"Chi ci mancherebbe?" G.:"Niente, lascia perdere" B.:"Che ne sai che stiamo giocando alla playstation?" G.:"Facevo cosi per dire, e poi come fate a giocare e a chattare contemporaneamente?" B.:"Una gioca e l'altra chatta e viceversa" G.:"Allora non siete completamente rincoglionite, e che giustamente una che gioca non segue il discorso e poi dice le cazzate che gli vengono in mente, pero mi eccita sto fatto che vi scambiate e che chattiamo in tre, dai mandatemi una foto!" B.:"Si, adesso la cerco sai ciò un po di casino nell'hard disk, so due anni che non lo pulisco!" G.:"Ma mi spiegate chi ve lo fa fare di stare a chattare e giocare contemporaneamente, non potreste fare una cosa alla volta?" B.:"Boh?" G.:"Allora sta foto me la mandate oppure no?" B.:"Si, ma poi mi devi dire se ti piaccio piu io o mia sorella" G.:"Ok, ma come faccio a riconoscervi?" B.:"Io ho il costume di un colore e mi sorella di un altro!" G.."Bene, bene è una foto in costume" B.."Si siamo in bikini su di una spiaggia ai caraibi" G.:"Ok basta, ti prego non ce la faccio piu ad immaginare mandami sta benedetta foto!" B.."Si ma ricordati io ho il costume bianco e sono Maria e mia sorella ha il costume rosa e si chiama Nina!" G.:"Ok , ora guardo la foto e vi faccio sapere!" Dopo circa dieci minuti............. B.:"Ma che fine hai fatto, ci sei?" G.:"Disgraziate, me volete ammazza!" B.."Che vuoi dire?" G.:"Che m'avete fatto pija un corpo!" B.:"Si effettivamente è una foto mozzafiato, ma allora chi preferisci? G.:"Beh è difficile scegliere, e come decide tra un carcio sulle palle o una martellata tra i denti, e poi piu che il fiato se le donne fossero tutte cosi me mozzerei er pisello! B.:"Sei un cafone!" G.:"Vi do un consiglio evitate viaggi tropicali, perchè se ve pija una tribu de cannibali festeggia pe du mesi!" B.:"Basta" G.."Ao ciavete certi buchi de cellulite che se venite a s.marinella ce faccio gioca a biglie mi nipoti!" B.:"Lo scherzo è bello quando dura poco!" G.:"Dovreste gioca piu spesso ar superenalotto, ciavete piu culo che anima" B.:"Vaffanculo!" G.:"Spero non il tuo se no me ce perdo!" G.:"Ma che ve sete offese, io stavo scherzando!" B.:"Sei diventato pesante ci stai prendendo per il culo!" G.."Se ma che dici se ve riuscivo a prende per il culo a tutte e due nun stavo qua ma sul guiness dei primati!!!" September 11 RED BULLIl RED BULL fù creato per stimolare il cervello delle persone sottoposte ad un grande sforzo fisico (stress) e mai per essere consumato come una bibita rinfrescante. RED BULL E’ UNA BIBITA VITALIZZANTE che si commercializza a livello mondiale così: “Aumenta la resistenza fisica, aiuta la capacità di concentrazione e la velocità di reagire, apporta più energia e migliora lo stato d’animo emotivo (apparentemente, ma in realtà). Tutto questo si può trovare in una lattina di RED BULL, la bibita energetica del millennio..! “ Red Bull è riuscita a penetrare in quasi 100 paesi di tutto il mondo. La marca del TORO ROSSO ha come clienti sopratutto giovani e sportivi, due segmenti attrattivi per stimulare la causa della bibita. VEDIAMO LA VERITA’ DI QUESTA BIBITA La FRANCIA e la DINAMARCA le hanno proibite per essere un cocktail della morte, che occasionano i suoi componenti di vitamina mescolati con " GLUCURONOLACTONE", chímico altamente pericoloso, che fu sviluppato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti negli anni 60 per le loro truppe in VIETNAM, inquanto attuava come una droga allucinogena che attenuava lo stress della guerra. Ma i suoi effetti nell’organismo furono tanto devastanti che si abbandonò la somministrazione davanti ad un alto indice di dolori di testa, tumori cerebrali e malattie del fegato, che mostravano alcuni soldati che ne facevano uso. E, dopo tutto questo, sulla lattina di RED BULL ancora si legge che fra i suoi componenti c’è il GLUCURONOLACTONE, catalogato medicamente come uno stimolante. Ma quello che non dice la lattina di RED BULL sono le consequenze del suo consumo, che obbligano a collocare una serie di AVVERTIMENTI: 1. E’ pericoloso berlo se subito dopo non fai attività fisica, visto che la sua funzione rivitalizzante accellera il ritmo cardiaco e può causarti un infarto fulminante! 2. Corri il pericolo di una emorragia cerebrale, dovuto a che il RED BULL contiene componenti che fanno diluire il sangue affinchè il cuore possa pompare senza molti sforzi, e puoi così fare uno sforzo fisico con meno affaticamento. 3. E’ proibito mescolare il RED BULL con alcool, perchè la mescola si converte in una "Bomba Mortale" che attacca direttamente il fegato, provocando in questo modo un effetto tale che la zona colpita non si rigenera più. 4. Uno dei componenti principali del RED BULL è la vitamina B12, utilizzata nella medicina per recuperare pazienti che si trovano in uno stato di coma etilico; da qui la ipertensione e lo stato di eccitazione che ti trovi dopo averla presa. 5. Il consumo regulare del RED BULL innesta la apparizione di una serie di malattie nervose e neurologiche IRREVERSIBILI. CONCLUSIONE: E’ una bevanda che dovrebbe essere proibita, come già lo stanno facendo alcuni paesi. Cercate su Internet altri studi di questa pericolosa bibita. July 12 Qual è la tua più grande paura?La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati. La nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura. È la nostra luce, non la nostra oscurità che più ci spaventa. Agire da piccolo uomo non aiuta il mondo, non c'è nulla di illuminante nel rinchiudersi in sè stessi così che le persone intorno a noi si sentiranno insicure. Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c'è dentro di noi, non è solo in alcuni di noi è in tutti noi. Se noi lasciamo la nostra luce splendere inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso. Appena ci liberiamo dalla nostra paura la nostra presenza automaticamente libera gli altri. May 08 I diversi modi di concepire la docciaLa doccia di una donna 1. Si toglie i vestiti e li mette nella cesta della roba sporca secondo un rigoroso ordine cromatico. 2. Cammina verso il bagno con il suo accappatoio. Appena vede il marito/fidanzato, si copre bene e si chiude rapidamente in bagno. 3. Si ferma di fronte allo specchio e analizza il suo fisico. Ingrossa la pancia per poter rompere un po' piu' i coglioni al marito/fidanzato su quanto e' grassa. 4. Cerca un asciugamano per il viso, uno per le braccia, uno per le gambe, uno per la schiena e una spugna. 5. Si mette nella doccia. 6. Si lava i capelli con uno shampoo a base di avocado e miele con 83 vitamine. 7. Si lava di nuovo i capelli con uno shampoo a base di avocado e miele con 83 vitamine. 8. Si passa un balsamo alle erbe tropicali e si massaggia per 10 minuti. 9. Si lava il viso con un sapone alla pesca con frutti di bosco fino a quando le guance non raggiungono un colore rosso fuoco. 10. Si lava il resto del corpo con un sapone alle noci e fragole. 11. Si incazza come una bestia quando il marito/fidanzato tira l'acqua del cesso perche' il getto della doccia perde pressione. 12. Spegne la doccia. 13. Esce dalla doccia e si asciuga con un asciugamano dalle dimensioni dell'Africa 14. Si passa una crema rivitalizzante, rinforzante, rassodante e idratante per 15 minuti. 15. Si toglie i peli dalle ascelle e dalle gambe. Pensa a lungo sull'opportunita' di radersi le parti intime, poi decide che e' meglio andare dall'estetista. 16. Si scruta con feroce attenzione tutto il corpo cercando brufoli e punti neri, dopodiche' li distrugge con le unghie o pinzette. 17. Esce dal bagno. 18. Appena vede il marito /fidanzato, si copre bene e si getta in camera e passa un'ora e mezza vestendosi. La doccia di un uomo 1. Si toglie i vestiti mentre e' ancora a letto e li getta per terra. 2. Va nudo verso il bagno. se vede sua moglie/fidanzata le mostra orgoglioso la proboscide facendo un rumoroso barrito. 3. Si ferma di fronte allo specchio per analizzare il fisico. Ingrossa la pancia. Guarda fiero le misure del suo uccello, si gratta le palle e si annusa le mani per l'ultima volte prima di lavarsi. 4. Si mette nella doccia. 5. Si lava la faccia con il primo sapone che vede. 6. Ride come un cretino per come rimbomba la scoreggia che ha appena tirato. 7. Si lava i coglioni e il culo, curandosi di lasciare qualche pelo sul sapone. 8. Si lava i capelli con qualsiasi shampoo (spesso si confonde e usa il detergente intimo della moglie/fidanzata). 9. Piscia nella doccia facendo finta di essere Grisu' alle prese con un enorme incendio. 10. Esce dalla doccia. Non si rende conto che e' bagnato ovunque perche' ha lasciato la tendina fuori dalla doccia. 11. Non si pettina. 12. Si asciuga un po' 13. Si guarda di nuovo allo specchio facendo l'elicottero con l'uccello. 14. Esce lasciando il cesso tutto bagnato. 15. Torna in camera con un asciugamano alla vita. Se vede sua moglie/fidanzata si toglie l'asciugamano e le mostra orgoglioso la proboscide facendo un rumoroso barrito. 16. Getta l'asciugamano bagnato sul letto e si veste in due minuti. April 30 Una donna managerUna donna manager in carriera, temporaneante per lavoro a Parigi, riceve una lettera dal suo fidanzato che vive in un altro Paese. La lettera diceva quanto segue: "Cara Claudia, non posso più continuare la nostra relazione. La distanza che ci separa è troppo grande. Devo ammettere che ti sono stato infedele 10 volte da quando te ne sei andata e penso che né tu né io meritiamo questo. Mi dispiace. Per favore restituiscimi le foto che ti ho mandato. Con affetto, Roberto" La donna, molto ferita, chiese a tutte le sue colleghe di lavoro che le regalassero foto dei loro fidanzati, amici, zii, cugini, fratelli ecc. Insieme alla foto di Roberto mise tutte quelle regalatele dalle amiche. C'erano 57 foto nella busta e una nota che diceva: "Roberto, perdonami, non riesco a ricordarmi chi cazzo sei. Cerca la tua foto nel pacchetto e restituiscimi il resto." April 17 16 Aprile 2006 Intervento di Grillo all'Assemblea TelecomUna semplice analisi dei bilanci di questi anni dimostra che la privatizzazione di Telecom Italia ha spogliato la società di miliardi di euro di ricavi, di decine di migliaia di posti di lavoro e ha trasferito nelle scatole cinesi gran parte dei suoi profitti attraverso i dividendi. E’ facile farla, questa analisi, basta un ragioniere, non c’è bisogno della Consob o del Governo o delle società di revisione. Presunti manager con le pezze al culo hanno indebitato l’azienda con l’aiuto delle banche e nella totale assenza della Consob e dello Stato per fare esclusivamente i loro interessi. La Rete è in condizioni spaventose, servono almeno dieci miliardi di euro per i primi investimenti. Oggi però non voglio parlare di numeri, ma di altro: dello spionaggio industriale, della Consob, delle scatole cinesi e della Borsa, la Chicago degli anni ’20 di Guido Rossi. Indovinate chi è Al Capone? Decine di migliaia di persone sono state spiate, tra questi giornalisti economici come Massimo Mucchetti per le sue analisi sulla gestione Telecom, consiglieri di amministrazione della Telecom, amministratori di aziende, come Colao di RCS prima di essere licenziato, semplici cittadini per lettere di protesta per il malfuzionamento della rete inviate a Tronchetti e anche un comico, il sottoscritto, con un dossier “B.Grillo”. Il Tribunale del Riesame di Milano ha scritto nello scorso mese di febbraio: “La Security di Telecom-Pirelli ha avuto modo di avere a propria disposizione una risorsa tale da consentire facilmente l’acquisizione di notizie privilegiate nell’interesse del gruppo, inteso sia come ente giuridico sia come gruppo dirigente” e ha rilevato che: “la vastità dell’intrusione indebita nei segreti della vita altrui si è manifestata in una davvero allarmante trama di acquisizione di informazioni riservate da utilizzare contro importanti personaggi dell’imprenditoria, del giornalismo e della politica italiana, prima di incontri che l’alta dirigenza aveva in programma con questi personaggi”. Io ho pensato allora che con lo 0,12 potevo impadronirmi di Telecom, licenziare il consiglio di amministrazione e poi riconsegnare ai legittimi azionisti, che rappresentano l’82% delle azioni, la società. Ho lanciato una richiesta di interesse per verificare la volontà di delegarmi da parte dei piccoli azionisti. La Consob è subito intervenuta inviandomi una serie di lettere per spiegarmi il processo da seguire e intimarmi di non fare errori. Ho ricevuto migliaia di adesioni, ma l’iter è così burocratico e complesso che non sono riuscito a rappresentarli in questa assemblea. Voglio rassicurare però la Consob che ci riuscirò per la prossima, che a lei piaccia o meno. Cos’è la Consob? Dov’era la Consob in questi anni? Parmalat, Cirio, Banca Popolare di Lodi e i conflitti di interessi palesi tra società con gli stessi consiglieri di amministrazione che comprano e vendono da sé stessi come è successo tra Telecom Italia e Pirelli Real Estate con la cessione di immobili. Lamberto Cardia, presidente della Consob, esisti davvero? Dove sei oltre che nelle lettere che invii a me e a Antonio Di Pietro. Molti piccoli azionisti vorrebbero conoscerti di persona, farti qualche domanda. La Borsa italiana è un luogo in cui si può investire tutto quello che si può perdere. Non un euro di più. Si invoca il mercato in questi giorni, ma cos’è in Italia il mercato? Un club di personaggi che vivono nei consigli di amministrazione e che decidono tutto, alcuni presenti in 5,6,7 consigli. Personaggi che hanno il controllo di grandi aziende con percentuali da prefisso telefonico. Chiedo ancora alla Consob perchè esiste Olimpia, una scatola vuota posseduta all’80% da Pirelli? Olimpia controlla Telecom Italia. Non dovrebbe essere consolidata con tutti i suoi debiti in Pirelli? Lo spieghi a me, a un semplice ragioniere che fa il comico, caro presidente Cardia, perchè non è avvenuto? Dov’è la famosa public company con cui si sono riempiti le bocca i politici? I piccoli azionisti non hanno una reale capacità di rappresentanza. Cosa intende fare il Governo a proposito? Quali leggi vuole adottare? E le associazioni di difesa dei consumatori dove sono? Sotto il tavolo ovale? Vorrei chiudere questo intervento con un appello alla dignità della direzione di Telecom Italia: si dimetta, è il miglior servizio che può fare all’azienda e al Paese. March 17 Il bene non fa notizia ma c'è di Aldo Moro
Il bel articolo di Goffredo Parise sul "Corriere della Sera" di qualche giorno fa, un monito a tener conto della realtà, per quanto sgradevole essa sia, merita qualche osservazione. Fra tante cose giuste questa acuta analisi contiene punti che giustificano una riserva e stimolano ad una presa di coscienza delle nostre responsabilità. . La tesi fondamentale dello scritto di Parise, in amichevole polemica con dei ragazzi scontenti delle troppe notizie non buone contenute nel giornale, specie nei giorni del Natale, è questa:' si tratta di dati che non possono essere soppressi con una scelta arbitraria, con un atto del volere, il quale alteri appunto la realtà, che è da conoscere e da giudicare con la propria testa e senza subire l'influenza di chicchessia. Vi sono delitti, guerre, incomprensioni, divisioni sempre ed anche naturalmente il giorno di Natale. Così è fatto il mondo. Il giornale, come strumento di informazione, non può certo esimersi dal registrarli. Chi legge ne tragga poi le conclusioni. Una rivendicazione insomma della verità contro l'artificio, un vigoroso atteggiamento di consapevolezza contro una. visione compiacente delle cose. Mi è difficile condividere questo freddo realismo, che mi appare, quanto meno, unilaterale. Non credo, naturalmente, che Parise sia insensibile ai dati positivi dell' esperienza umana e sociale e disarmato di fronte a quelli negativi. Ed infatti, pur legato alla necessità, direi al dovere di constatare il male che è nella vita, egli non manca di rilevare che le cose sono purtroppo diverse da quelle che dovrebbero essere o si vorrebbero che fossero. L'idea di un mondo veramente umano è dunque presente, ma un po' soffocata dall'esigenza di registrare e comunicare, mediante una obbiettiva informazione, i fatti di egoismo e di violenza, che emergono dalla vita sociale. È lontana da me l'idea di dare, comunque, un giudizio morale. Vorrei rettificare una visione troppo angusta e, forse, troppo rassegnata degli avvenimenti umani e sociali. Ed infatti si può dire in generale, si può dire anche oggi, malgrado tutto, che la realtà sia tutta e solo quella che risulta dalla cronaca deprimente, e talvolta agghiacciante, di un giornale? Certo il bene non fa notizia. Quello che è al suo posto, quello che è vero, quello che favorisce l'armonia è molto meno suscettibile di essere notato e rilevato che non siano quei dati, fuori della regola, i quali pongono problemi per l'uomo e per la società. Ma questa ragione, per così dire, tecnica, questo costituire sorpresa, questo eccitare la curiosità non escludono certo che, nella realtà, alla quale Parise ci invita ad inchinarci, ci sia il bene, il bere più del male, l'armonia più della discordia, la norma più dell'eccezione. Penso all'immensa trama di amore che unisce il mondo, ad esperienze religiose autentiche, a famiglie ordinate, a slanci generosi di giovani, a forme di operosa solidarietà con gli emarginati ed il Terzo Mondo, a comunità sociali, al commovente attaccamento di operai al loro lavoro. Gli esempi si potrebbero moltiplicare. Basta guardare là dove troppo 'spesso non si guarda e interessarci di quello che troppo spesso non interessa. Questa è la verità delle cose. Questa è la proporzione tra bene e male nella vita. Le anomalie possono essere talvolta vistose, ma vi è una realtà positiva, verso la quale l'attenzione e la segnalazione sono non meno naturali e non, meno doverose che non siano quelle che riguardano i momenti negativi della vita umana e sociale. Il bene, anche restando come sbiadito nello sfondo, è più consistente che non appaia, più consistente del male che lo contraddice. La vita si svolge in quanto il male risulta in effetti marginale e lascia intatta la straordinaria ricchezza dei valori di accettazione, di tolleranza, di senso del dovere, di simpatia, di solidarietà, di dedizione, di consenso che reggono il mondo, bilanciando vittoriosamente le spinte distruttive di ingiuste contestazioni. Mi rendo conto che la vistosa preminenza nella cronaca (ed anche nella storia) della contestazione arbitraria (che non è naturalmente il dissenso costruttivo) di fronte alla regola pacificatrice non è facile da rimuovere. Questo fatto di maggiore evidenza non è dovuto del tutto a malsana curiosità, ma in misura rilevante agli elementi problematici (diciamo pure ai temi politici) che l'osservazione della realtà, secondo questo angolo visuale, propone. E tuttavia si insinua così il dubbio che non solo il male sia presente, ma che domini il mondo. Un dubbio che infiacchisce quelle energie morali e politiche che si indirizzano fiduciosamente, pur con una difficile base di partenza, alla redenzione dell'uomo. Una più equilibrata visione della realtà, della realtà vera, è non solo e non tanto rasserenante, ma anche stimolante allo adempimento di quei doveri di rinnovamento interiore e di adeguamento sociale che costituiscono nostro compito nel mondo. C'è dunque da rammaricarsi se, per un momento almeno, la vistosa prevalenza del male raccontato sul bene taciuto viene meno, per dare luogo, come dire, ad una sorta di tregua, ad un raccoglimento, ad una meditazione sul bene profondo che è nella coscienza dell'uomo e nell'esperienza del mondo? È quanto richiedevano i giovani corrispondènti ai quali Goffredo Parise risponde riaffermando come mistificatrice qualsiasi pausa natalizia. L'uomo è quello che è, e non è buono solo per un giorno od un istante in obbedienza ad una qualsiasi convenzione. Certo, il mostruoso meccanismo del male non si ferma per il Natale. Ma noi, tutti noi, nella misura nella quale facciamo, più o meno consapevolmente, del male, possiamo sì fermarci un momento a riflettere. Anche un istante di perplessità, anche un sottile e fuggevole dubbio sulla propria presenza nel mondo, benché possa apparire artificioso, dovuto non alla propria inquietudine, ma ad una convenzione esteriore, può essere significativo e fare pendere, sia pure in misura minima, la bilancia dalla parte della verità, della dignità, della libertà e |