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Michele

Spazio personale di Christiencarlo

In questa società fondata male dove prevalgono il vizio e l'oro, la f***a rappresenta il capitale e il ca**o il lavoro
Updated 7/31/2008
Updated 5/10/2008
Updated 1/30/2008
Updated 10/16/2007
Updated 9/26/2007
Updated 9/26/2007
Updated 5/15/2007
Updated 5/15/2007
Updated 5/15/2007
Updated 2/1/2007
Updated 4/29/2007
May 25

Lezioni di barese

            
April 29

L'uccelletto in chiesa

  
Era d'Agosto e il povero uccelletto
ferito dallo sparo di un moschetto
andò per riparare l'ala offesa,
a finire all'interno di una chiesa.

Dalla tendina del confessionale
il parroco intravide l'animale
mentre i fedeli stavano a sedere
recitando sommessi le preghiere.

Una donna che vide l'uccelletto
lo prese e se lo mise dentro il petto.
Ad un tratto si senti' un pigolio
pio pio, pio pio, pio pio.

Qualcuno rise a 'sto cantar d'uccelli
e il parroco, seccato, urlò: "Fratelli!
Chi ha l'uccello mi faccia il favore
di lasciare la casa del Signore!"

I maschi un po' sorpresi a tal parole
lenti e perplessi alzarono le suole,
ma il parroco lasciò il confessionale
e: "Fermi - disse - mi sono espresso male!
Tornate indietro e statemi a sentire,
solo chi ha preso l'uccello deve uscire!"

A testa bassa e la corona in mano,
le donne tutte usciron pian piano.
Ma mentre andavan fuori gridò il prete:
"Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
io mi rivolgo a chi l'ha preso in chiesa!"

Ubbidienti in quello stesso istante
le monache si alzarono tutte quante
e con il volto invaso dal rossore
lasciarono la casa del Signore.

"Per tutti i santi - gridò il prete -
sorelle rientrate e state quiete.
Convien finire, fratelli peccatori,
l'equivoco e la serie degli errori:
esca solo chi e' così villano
da stare in chiesa con l'uccello in mano!"

Ben celata in un angolo appartato
una ragazza col suo fidanzato,
in una cappelletta laterale,
ci mancò poco si sentisse male
e con il volto di un pallore smorto disse:
"Che ti dicevo ? Se n'e' accorto!"
March 13

LEZIONI DI PUGLIESE

  
 
January 20

Di cosa si ride negli atenei

Il docente consegna allo studente una lampadina e gli domanda:
"Quanto consuma?"
Lo studente legge le scritte sulla lampadina e dice:
"60 Watt."
Il docente allora gli dice:
"No, in mano sua non consuma proprio un bel niente. Ritorni la prossima
volta."
(Attribuita a un docente di Elettronica del Politecnico di Torino)
-------------------
Esame di anatomia, scena muta sugli organi genitali femminili.
Il professore, sadicamente, dice con disprezzo allo studente:
"Guardi, le do 20000 lire, lei stasera tardi va nella zona del porto e
vedrà
quante signorine le spiegano volentieri queste cose..."
Lo studente incassa (in tutti i sensi) e torna all'appello successivo.
Conquistato un soffertissimo 18 e firmato lo statino lo studente mette
10,000 in mano all'incredulo professore, commentando:
"Sua moglie prende di meno."
(Accaduta a: Genova, facoltà di Medicina. Una variante è attribuita
anche al professor Trevisan, Analisi per Ingegneria, Università di Padova)
-------------------
Professore:
"È in grado di dirmi quale organo dei mammiferi riesce, una volta eccitato,
a raggiungere dimensioni pari a sei volte le dimensioni dell'organo a
riposo?"
Studente (nota appartenente a C.L.) (arrossendo terribilmente):
"Non saprei..."
Professore:
"Non lo sa proprio? Ci pensi, non è difficile!"
Studente (sempre più a disagio):
"Non mi viene in mente niente..."
Professore:
"Su, pensi alla vita di tutti i giorni..."
Studente (in grave imbarazzo):
"Beh..."
Professore:
"Forza signorina, si butti!"
Studente: "Il pene?"
(Scoppia un boato nell'aula)
Professore (calmissimo):
"Complimenti a lei e al suo fidanzato, signorina. Comunque l'organo è la
pupilla."
(Riferita come raccontata da due persone che all'epoca dei fatti (primi
anni
'90) erano assistenti di un docente alla facoltà di Biologia a Milano)
-------------------
Si racconta di un professore con l'abitudine di usare un intercalare
piuttosto volgare durante le lezioni.
Un giorno le ragazze che seguivano il suo corso, esasperate, si misero
d'accordo per uscire in blocco dall'aula alla prima parolaccia che il
professore avesse pronunciato; i ragazzi, però, vennero a conoscenza
della
cosa e riferirono tutto al professore.
Così il professore il giorno dopo entrò in aula dicendo:
"Ho visto fuori dalla porta un elefante con un cazzo lungo così!"
Immediatamente, come d'accordo, le ragazze si alzarono e fecero per andare
verso la porta, ma lui le bloccò dicendo:
"Non correte, è già andato via..."
(Attribuita al professor Paolo Silvestroni, autore del famoso testo di
Chimica Generale).
-------------------
Esame di Citologia:
Professore:
"Mi dica, giovanotto, qualcosa del tessuto vaginale"
Studente:
"Il tessuto vaginale è cigliato e..."
Professore:
"Mi scusi, ma ne è sicuro?"
Studente:
"Sì è cigliato!"
Professore:
"Non ricorda neppure un proverbio che ho citato al riguardo?"
Studente:
"Ma veramente..."
Professore:
"La devo bocciare, ma si ricordi: dove passa il treno non cresce l'erba."
(Sentita a Parma, Facoltà di Medicina e Chirurgia)
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Una giovane e bella studente va alla lavagna per sostenere l'esame di
Idraulica. Il professore le dà un gesso in mano, quindi dice:
"Bene, signorina, dunque, vediamo un po'... Ecco, sì, mi faccia una pompa!"
L'aula è esplosa in quasi un minuto d'orologio di applausi e grida varie.
(Sentita a Genova)
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Si racconta che durante una lezione di chimica un professore sia entrato in
laboratorio con in mano un barattolo pieno di piscio dicendo:
"Due buone qualità per un chimico sono ingegno e concentrazione.
L'ingegno vi potrebbe far scoprire che un metodo semplice per scoprire la
presenza di zuccheri nelle urine è assaggiarle".
Detto questo mette un dito nel piscio e poi lo lecca.
"Qualcuno vuole provare?"
Uno studente che non crede che quello sia piscio ci mette dentro il
dito e lo lecca, sentendo che era proprio piscio.
Al che il professore continua:
"La concentrazione invece vi potrebbe far scoprire che ho immerso il
medio e ho leccato l'indice."
(sentita anche una versione analoga del docente di anatomia che fa la
stessa cosa durante un'autopsia, infilando il dito nel...)

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Universita' di Roma, lezione di Biologia.
Il prof parla dell'alto livello di glucosio presente nel seme maschile.
Una ragazza alza la mano e chiede:
"Se ho ben capito nel seme c'e' molto glucosio, come nello zucchero?"
"Esatto" risponde il prof., e la ragazza perplessa ribatte:
"Ma allora perche' non e' dolce?".
Dopo un momento di silenzio gelido la classe esplode in una risata
fragorosa; la faccia della ragazza diventa paonazza e rendendosi conto
della gaffe, raccoglie i libri e scappa via.
Mentre sta uscendo di corsa dalla classe, sopraggiunge la risposta
compassata del prof.:
"Non è dolce perchè le papille gustative che percepiscono i gusti dolci
sono sulla punta della lingua e non in fondo, vicino alla gola..."
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C'e' un professore di non so quale materia (anatomia forse..) che si
diverte a mettere in imbarazzo le studentesse.
A una ragazza chiede:
-"Cos'e' quella cosa che lei ha e io no... che lei sa usare bene e io
no...da cui trae piacere e io no..."
La ragazza :- " Il cervello?" (Sentita a Medicina a Novara)
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ACCADUTO REALMENTE IN UNIVERSITA' - CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA
Un professore di termodinamica ha assegnato un'esercitazione
a casa agli studenti del suo corso di laurea.
Il compito consisteva in una domanda: "L'inferno è esotermico
(libera calore) o endotermico (assorbe calore)? Sostenete la
risposta con delle prove".
La maggior parte degli studenti ha cercato di dimostrare le
proprie convinzioni citando la legge di Boyle (un gas si
raffredda quando si espande e si riscalda quando viene
compresso), o alcune sue varianti. Uno di loro, tuttavia,
ha scritto quanto segue.
"Innanzitutto, dobbiamo sapere come cambia nel tempo la massa
dell'inferno. E quindi abbiamo bisogno di stabilire i tassi
di entrata e uscita dall'inferno delle anime. Credo che possiamo
tranquillamente assumere che, quando un'anima entra all'inferno,
non è destinata a uscirne. Quindi, nessun'anima esce. Per quanto
riguarda il numero di anime che fanno il loro ingresso all'inferno,
prendiamo in considerazione le diverse religioni attualmente
esistenti al mondo.
Un numero significativo di esse sostiene che se non sei un membro
di quella stessa religione andrai all'inferno. Siccome di queste
religioni ce n'è più di una, e visto che le persone abbracciano
una sola fede per volta, possiamo dedurne che tutte le persone
e tutte le anime finiscono all'inferno. Dunque, stanti gli
attuali tassi di natalità e mortalità della popolazione mondiale,
possiamo attenderci una crescita esponenziale del numero di anime
presenti all'inferno.
Ora rivolgiamo l'attenzione al tasso di espansione dell'inferno,
poiché la legge di Boyle afferma che, per mantenere stabile la
temperatura e la pressione dentro l'inferno, il volume dello
stesso deve crescere proporzionalmente all'ingresso delle anime.
Questo ci dà due possibilità: 1) se l'inferno si espande a una
velocità minore di quella dell'ingresso delle anime, allora
temperature e pressione dell'inferno saranno destinate a crescere,
fino a farlo esplodere; 2) naturalmente, se l'inferno si espande
più velocemente del tasso d'ingresso delle anime, allora temperatura
e pressione scenderanno fino a quando l'inferno non si congelerà.
Dunque, quale delle due è l'ipotesi corretta? Se accettiamo il
postulato comunicatomi dalla signorina Paola M. durante il
mio primo anno all'università, secondo il quale "farà molto freddo
all'inferno prima che io te la dia", e considerando che ancora non
ho avuto successo nel tentativo di avere una relazione sessuale
con lei, allora l'ipotesi 2 non può essere vera. Quindi l'inferno
è esotermico". Lo studente ha preso l'unico 30
-------------------------
C'è l'esame di Fisica, si presenta il primo studente:
Professore: "Sei in treno in uno scompartimento. Fa caldo. Che fai?".
Studente: "Mah, apro il finestrino".
Professore: "Bravo! Calcola la variazione di Entropia".
Studente: "???? Mi servirebbe qualche dato in più ...".
Professore: "No". (pausa) "Lo sai?". (pausa). "No? (pausa). Va bene, vada".
E il primo viene sbattuto fuori. Arriva il secondo, poi il terzo, il quarto
e il professore fa la stessa domanda con lo stesso risultato. Arriva
l'ultimo studente:
Professore: "Sei in treno, in uno scompartimento. Fa caldo. Che fai?".
Studente: "(sicuro) Mi tolgo la giacca".
Professore: "Si, va bene, ma fa ancora caldo, che fai?".
Studente: "Mi allento la cravatta".
Professore: "Ma fa ancora caldo. Che fai?".
Studente: "Mi sbottono la camicia".
Professore: "(incazzandosi) Si, ma fa ancora tanto caldo. Che fai?".
Studente: "Senta, professore, può fare quanto caldo vuole, ma io quel cazzo
di finestrino non lo apro".
------------------
Un altro esame di Fisica.
Il professore allo studente: "Lei ha un barometro. Come lo usa per
determinare l'altezza di un grattacielo?".
Lo studente risponde: "Vado all'ultimo piano, lego uno spago al barometro,
lo calo giù fino a che tocca terra e poi misuro la lunghezza dello spago".
Il professore non è soddisfatto: "Può dirmi un altro metodo, uno che
dimostri le sue conoscenze di fisica?".
Studente: "Certo! Vado all'ultimo piano, faccio cadere giù il barometro, e
misuro dopo quanto tempo tocca terra".
Professore: "Non è ancora quel che volevo, le spiace riprovare?".
Studente: "Con il barometro faccio un pendolo alto quanto l'edificio, poi
misuro il suo periodo".
Professore: "Un altro modo?".
Studente: "Misuro la lunghezza del barometro, poi lo pianto verticalmente
per terra in una giornata di sole, e misuro la sua ombra; quindi misuro
l'ombra del grattacielo, e per similitudine...".
Professore: "Ancora un'altra possibilità?".
Studente: "Cerco il portiere e gli dico: 'Salve, signor portiere; le regalo
questo prestigioso barometro, se mi dice l'altezza di questo edificio'"
-----------------
Presso la Facoltà di Giurisprudenza c'è l'esame di Codice di Procedura
Civile.
Il professore esordisce con una domanda: "Dunque... mi saprebbe dire cos'è
la "frode?".
Studente: "Una frode è se lei mi boccia!".
Professore: "Cooome??!! Come sarebbe a dire?".
Studente: "La frode si ha quando uno approfitta dell'ignoranza altrui e lo
danneggia!"
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Ancora a Giurisprudenza c'è l'esame di Diritto.
Professore: "Mi dica che cosa è il matrimonio".
Studente: "Il matrimonio è un contratto che...".
Professore: "No".
Studente: "Il matrimonio è un contratto che...".
Professore: "Nooo!".
Studente: "Ma sì professore: il matrimonio è un contratto che...".
Professore: "NO! Il matrimonio è il contratto che... Ci vuole precisione.
Torni al prossimo appello".
E lo studente: "Lei non è uno stronzo, lei è lo stronzo!"
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Esame di Filosofia.
Il professore mostra un mazzo di chiavi e chiede: "Dunque, giovanotto, mi
dimostri che queste sono mie...".
Lo studente (preso malissimo): "Ehm, sì, quindi, ehm...".
Professore: "Allora, che aspettiamo?".
Studente: "Io, dunque... Aristotele... ehm...".
Professore: "Se ne vada, torni al prossimo appello".
Studente (si alza e fa per portarsi via le chiavi): "Arrivederci...".
Professore: "Ma che cosa fa? Dove va con le mie chiavi?".
Studente: "Ecco dimostrato che sono sue!".
Professore: "Promosso".

December 04

The Libertine

 
Consentitemi di essere esplicito sin dall'inizio. Non credo che vi piacerò. I signori proveranno invidia e le signore disgusto. Non vi piacerò affatto! Non vi piacerò ora e vi piacerò ancor meno in seguito. Signore, un avvertimento: io sono pronto a tutto! In ogni momento! Che sia merito o demerito, questo ora è difficile da dire. Tuttavia, è certo che sono un libertino! Continuerò a spassarmela, a provare ardenti passioni. Non doletevene, vi arrecherebbe afflizione! Traete le conclusioni stando alla distanza a cui vi terreste se stessi per mettere la lingua sotto le vostre sottane. Signori, non disperate. Sono pronto a tutto, si! Lo stesso avvertimento vale anche per voi! Placate le vostre squallide erezioni! Perché quando avrete un amplesso vedrò di cosa sarete capaci. Allora saprò se sarete venuti "meno" alle mie aspettative. Vi auguro di fottere, immaginando che la vostra amante segreta vi stia osservando di nascosto. Di provare le stesse sensazioni che io ho provato, e che provo. E chiedervi: era questo lo stesso brivido che sentiva lui? Avrà conosciuto, qualcosa di piu intenso? O c'è un muro di disgrazia contro il quale tutti battiamo la testa in quel fulgido, eterno momento? Questo è tutto. Questo il mio prologo. Nessuna rima. Nessun decoro. Non era quello che vi aspettavate spero! Sono John Wilmot. Il secondo Conte di Rochester. E non ho alcuna, intenzione, di piacervi!
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